The Imitation Game

tigPrimi anni 40, Alan Turing è un matematico  esperto di crittografia, viene contattato dai servi segreti britannici per un lavoro “top secret”. Insieme ad altri esperti, infatti, si occuperà di controllare e decriptare le comunicazioni dei nazisti, lavoro che lo porterà ad inventare un gigantesco calcolatore (considerato il primo computer della storia) in grado di elaborare una quantità enorme di informazioni. Si stima che il lavoro di Turing e della sua équipe abbia salvato 14 milioni di persone e accorciato di 2 anni la guerra.
Turing, nonostante il lavoro svolto durante il periodo bellico, venne successivamente incarcerato per la sua omosessualità e poi costretto ad una terapia ormonale (castrazione chimica) che lo porterà al suicidio nel 1952. Leggendo tra le righe troviamo un’aspra critica dell’autore riguardante le leggi dell’epoca sull’omosessualità.

La narrazione è divisa in tre periodi ben delineati della vita di Turing: gli anni del liceo, il periodo bellico e il periodo per e post incarcerazione. Questa struttura è possibile grazie al massiccio uso di flashback.

tig2Lo stile del film è molto simile ad “A Beautiful mind” di Ron Howard 2001.

Benedict Cumberbatch (Turing) fornisce un’interpretazione molto credibile, non a caso è nominato agli oscar come miglior attore protagonista, quasi mai sopra le righe riesce spesso a nobilitare il lavoro degli ottimi caratteristi che fanno da contorno.

112 minuti spesi ottimamente.

Consigliato!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *