METTI UNA SERA IN UN PUB CON GLI SHEOPARD

foto di Valerio Caliciotti
foto di Valerio Caliciotti
foto di Giorgia Patriarca
foto di Giorgia Patriarca

C’è aria di Folk Swing in terra ciociara. Rivisitato e reso moderno dagli Sheopard. Il progetto nasce nel 2012 ad opera di Giorgio Monoscalco (chitarrista) e Luigi Bocanelli (bassista) che si pongono da subito l’obiettivo di rievocare il Folk Rock internazionale innestando su questa base elementi tipici dello Swing, del Rock ‘n’ Roll e del Surf anni ’60. Al nucleo originario del gruppo si aggiungono poi Roberto Moriconi (batteria) e nell’ottobre del 2013 Giacomo Aversa (voce). Questa la formazione completa della promettente Band del frusinate, io ho avuto il piacere di intervistarli per voi.
In un ambiente assolutamente informale, un pub, e davanti a qualche buon boccale di birra, che non guasta mai, ho raccolto informazioni e entusiasmi mentre loro, in assoluta rilassatezza, si raccontavano … Ne è emerso un quadro semi serio di chi crede in quello che fa, e ci mette anima e passione, senza prendersi mai però troppo sul serio. Che poi forse è questa la chiave del successo che stanno riscuotendo. Perché questi ragazzi si stanno facendo conoscere in ciociaria ma anche oltre, molto più oltre … E la passione comunicata dai loro live, quel sapere vivere e comunicare la musica come momento di condivisione e quasi comunione con il pubblico, sempre molto coinvolto e ricettivo, ce li stanno facendo piacere proprio tanto. La meticolosità, la preparazione e le competenze, con cui compongono ed eseguono i loro pezzi si arricchiscono di un grande valore aggiunto che è proprio il loro personale piacere nel suonare, il loro approccio ludico e giocoso alla musica. Loro non suonano semplicemente sul palco. Si divertono! E fanno divertire. Ciò lo si deduce dai loro volti, dalle loro espressioni sorridenti, dall’energia che trabocca dalla loro performance. Ed il pubblico risponde con altrettanta positività. Si crea davvero un bel momento in cui la Musica è spazio vitale, è creazione artistica e consumo dell’arte al contempo. E non ci sono grandissimi messaggi da dare ma nemmeno un’arte che si ripiega su stessa arroccandosi sui suoi linguaggi, spesso indecifrabili a molti. C’è la Musica semplicemente. Uno spazio/tempo che ci avvolge e coinvolge, facendoci sorridere, ballare, sognare. E ci tengono a ribadirmelo questi 4 ragazzi, la loro Arte è espressione vitale, è gioia. Ed è anche spontaneità. Giocano molto sull’improvvisazione. Nei live è tangibile la estemporaneità delle loro performance, mai uguali, mai rispondenti ad un canovaccio preciso ma sempre nuove ed imprevedibili. Ed emerge anche la vivace interazione fra i membri del gruppo che, pur mantenendo ognuno la propria specificità, tendono a volte quasi a scambiarsi di ruolo, tanta è la sinergia che creano. Sinergia che nasce dal saper mescolare l’apporto specifico di ognuno. C’è Giorgio, il chitarrista, che è il principale artefice del processo creativo. E’ lui che da il La alla nascita dei brani degli Sheopard. E lo fa quasi in spensieratezza. Strimpellando la chitarra acustica vengono fuori le melodie e osservando episodi della vita quotidiana nascono i testi. Ed ogni momento della giornata è ideale per comporre, ci tiene a sottolinearmelo :”In ogni momento si crea!”. Di certo la sua formazione musicale fatta di Jethro Tull, Pentangles, John Denver e Simon&Garfunkel avrà giocato il suo ruolo nell’imprimere al sound degli Sheopard quella spiccata anima vintage, 60’s in particolare, che ritroviamo nei loro pezzi. Se è Giorgio il fulcro del processo creativo, quello che butta giù l’armonia di base, naturalmente poi anche gli altri membri della band ci mettono del loro. Luigi, il bassista, è il principale responsabile delle linee melodiche. (Ricordiamo che il progetto Sheopard nasce in origine per basso e chitarra). Particolari sono i gruppi che lo ispirano: Negazione, Affluente, Ludd Rising. Qui siamo nel territorio dell’hardcore punk italiano. Poi c’è Roberto, il batterista, che è il motore del gruppo. Da buon batterista imprime ritmo al sound della band. I suoi amori musicali, le sue fonti di ispirazione, gravitano essenzialmente nei vasti ambiti del jazz e del prog rock. E, dulcis in fundo, c’è Giacomo, la voce. Nemmeno la più brava ed azzeccata delle band potrebbe fare a meno dello strumento voce che è quello che forse più di ogni altro comunica, esteriorizzandolo al massimo, il progetto che la band stessa incarna. E Giacomo fa proprio questo, da voce e corpo all’arte degli Sheopard. E lo fa, forte della sua presenza scenica e competenze canore. E forte anche delle influenze musicali che lo hanno formato: il prog rock sia britannico che italiano (soprattutto Genesis e Area), il punk (i Clash in primis) e la new wave (con gli Smiths soprattutto). Promettono davvero bene questi 4 ragazzi, anche se loro, un po’ schivi e con i piedi ben ancorati sulla terra, non lo riescono ad ammettere. Ridono quasi arrossendo quando, durante il corso della nostra informalissima intervista, io accenno loro concetti come successo e musica intesa come lavoro. Eppure di strada già ne stanno facendo parecchia. Possono vantare numerosissime esibizioni presso i vari locali ciociari che fanno della diffusione della live music il proprio valore aggiunto. Non c’è pub del frusinate che ami la buona musica che non gli abbia concesso almeno una serata. Ma gli Sheopard non si fermano di certo entro i confini della ciociaria. Anche nella capitale, ormai, sono di casa. Soprattutto nel noto locale romano Black Market, in cui si respira un’atmosfera artistica decisamente vintage, l’arte degli Sheopard trova la sua ideale collocazione. Il fatto che facciano qui quasi una data al mese ha tutta l’aria di essere una collaborazione, più o meno fissa … anche se a questi 4 ragazzi non piace troppo questa definizione, la sentono troppo pesante. A mio parere non sono del tutto consapevoli di quanto siano in gamba. Umili, ma al contempo ambiziosi, si ricavano il proprio personale spazio nel mondo della musica locale, ma non soltanto locale. Se vi dicessi che nel mese di ottobre 2014 hanno fatto un mini tour di due date in terra londinese? E che hanno in progetto altri live in Europa? Traete da soli le vostre conclusioni … Infine, a completamento di questa panoramica, devo farvi presente che nel luglio scorso nell’ambito dell’Heineken Boville Festival hanno condiviso il palco con i Nobraino. E che l’8 novembre scorso hanno presentato il videoclip del brano “Leave me alone” presso la Cantina Mediterraneo a Frosinone. Si tratta del loro primo videoclip. Tra i progetti immediatamente futuri c’è la registrazione di un nuovo singolo … Questo revival follk swing, come si dice in gergo, spacca!

Sara Fabrizi

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