Nero più della metà

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A un mese dalla sua scomparsa, anche noi di Collective Waste abbiamo deciso di dedicare un articolo al “nostro” Pino Daniele. Nostro perché è parte della vita di ognuno di noi: che piaccia o no, la sua musica ha entusiasmato decine, centinaia, migliaia di persone giovani e meno.

Ho conosciuto la sua musica grazie a mio padre: ascoltavamo in macchina Nero a Metà e strimpellavo la chitarra da pochi mesi, avevo appena 15 anni e a metà album realizzai A me me piace ‘o blues. Si, il blues che “intrasentivo” in album rock degli anni ’60-’70 quali Led Zeppelin o i più psichedelici Pink Floyd di Gilmour era presente in quest’album. Un album di un grandissimo chitarrista italiano e per di più cantato in una lingua metricamente simile all’inglese: il dialetto napoletano. Davvero una scoperta interessante!

Nero a metà segna un passo fondamentale nella sua carriera musicale: l’affermazione a livello nazionale. Siamo nel 1980 ed è il terzo lavoro di Pino Daniele che vede la collaborazione di musicisti del calibro di James Senese, Karl Potter, Enzo Avitabile. L’anno seguente, 1981, Pino Daniele tenne un grande concerto a Napoli in piazza del Plebiscito e la sua band era così composta: Tullio de Piscopo, Tony Esposito, James Senese, Joe Amoruso. Formazione tutta napoletana che partecipò alla registrazione del quarto album Vai mò. Molti anni prima alcuni membri della stessa formazione, facevano parte dei Napoli Centrale, gruppo partenopeo rock-jazz capitanato da James Senese: in questo super gruppo Pino suonava il basso!! Anche se il concertone fu un evento di grande rilievo per la carriera dei musicisti coinvolti, segnò contemporaneamente la divisione e l’inizio delle carriere soliste di ognuno di loro.

pino-danieleLa lunga carriera musicale di Pino Daniele è dunque ricca di collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali: mi vengono in mente Eric Clapton e Pat Metheny tra i tanti. A proposito di collaborazioni, indimenticabile l’incontro tra Pino Daniele e uno dei suoi più grandi estimatori, l’attore Massimo Troisi che ascoltò in anteprima la colonna sonora del suo ultimo film all’epoca Ricomincio da tre documentato da alcuni filmati resi pubblici. Il pezzo in questione era Quando, quando e Troisi gli suggerì addirittura di modificare alcune frasi del testo della canzone. In rari casi come questo, musica e cinema si incontravano e si univano perfettamente. E’ impossibile negare l’importanza di un artista del suo calibro: la sua musica è stata la colonna sonora della nostra vita a partire dai suoi classici Napule è, Quando quando, Je so’ pazzo, ’Na tazzulella ‘e cafe, Quanno chiove, Yes I Know my way e molte altre ancora. Nessuno dimenticherà la sua persona, sempre lontano dai riflettori al contrario di molti suoi colleghi, eppure sempre costantemente presente ancora oggi e per sempre.

>Emil<

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