Ministri – Cultura Generale (2015)

Seguo i Ministri da quattro anni e devo dire che quando ho saputo che stavano lavorando su un nuovo album sono rimasto ad aspettare con impazienza la sua uscita. Ora che ho tra le mani il disco mi ritrovo finalmente a poterlo recensire, sperando di non far prevalere il mio affetto nei loro confronti sulla qualità reale dei brani.

DISCLAIMER: Come ogni volta quelle che leggerete sono opinioni personali, non prendetevela troppo se i nostri gusti non corrispondono.

L’ultimo lavoro dei Ministri si compone di 12 tracce registrate quasi totalmente in presa diretta, limitando al massimo la postproduzione, e questo si sente molto durante l’ascolto dei vari brani. E’ stato prodotto in collaborazione con Gordon Raphael ed è stato registrato in uno degli studi del Funkhaus, storica sede della radio di stato della Germania Est. Proverò a dare un voto separato (sempre personale) per quanto riguarda la parte musicale e per i testi, anche se per comprendere bene i vari significati di questi ultimi dovrò sicuramente ascoltare il tutto più e più volte.

01. Cronometrare la polvere

Iniziamo con un pezzo che rispecchia il loro classico stile, musicalmente abbastanza semplice e con una chitarra al minuto 2:40 che mi ha ricordato Berlino 3. 

“Fare progetti e farne sempre meno, fare l’amore e farne sempre meno. Cronometrare la polvere” si ripete ad ogni ritornello, tra immagini simboliche di libri nel fango, foto e collezioni distrutte, forse ricordi o forse pensieri.

Musica: 8/10

Testo: 7/10

Tradotto? Classico pezzo dei Ministri, musicalmente valido e semplice e con un testo da interpretare, riguardante forse il passato.

02. Balla quello che c’é

Canzone ritmata su ricordi passati e presenti, con una simpatica critica al mercato musicale attuale, nelle parole “Per quanto fosse difficile chi non sapeva cantare aveva mille pulsanti per riuscire a farsi ascoltare” e “Era un periodo difficile , c’erano brutte canzoni” . “E balla quello che c’è, e balla quello che c’era” l’ho interpretato come “vivi quello che c’è, vivi quello che c’era”, anche se potrebbe essere semplicemente un riferimento all’ambiente musicale, invitando a ballare sempre, sia le canzoni del presente sia quelle del passato.

Musica: 7/10

Testo: 8/10

Tradotto? Pezzo interessante ma che avrei preferito con una post produzione maggiore.

03. Estate povera

Ammetto che questo pezzo non mi piace musicalmente, quindi non sono molto obiettivo; mi è sembrato un pezzo pop anche se dal punto di vista testuale sembra interessante. “Senza una meta senza vergogna tu che mi chiedi alternative per stare insieme” è una delle poche frasi che ho capito, a dirla tutta, ma è sicuramente colpa mia.

Musica: 5/10

Testo: 6/10

Tradotto? Pezzo abbastanza commerciale.

04. Le porte

Un altro pezzo abbastanza orecchiabile, vedasi il brano precedente, testo leggermente più interessante ma poco altro. “Forse ci basta chiudere le porte di questo mondo che non dorme, che sa fare a meno di noi, ha imparato a fare tutto e non ha mai perso un giorno per svegliarci”.

Musica: 5/10

Testo: 7/10

Tradotto? Un pezzo che non preferisco a dirla tutta.

05 – Macchine sportive

In questo pezzo mi sembra di capire che i Ministri vogliano rappresentare l’inseguimento compulsivo tra l’uomo e l’oggetto del desiderio consumistico, in questo caso le macchine sportive che vanno a sostituire la Faccia di Briatore di un altro loro brano. “Non andremo all’inferno, rimarremo qui intorno a inseguire le macchine sportive”. 

Musica: 8/10

Testo: 8/10

Tradotto? Mi ha ricordato molto “La Faccia di Briatore” e “Vicenza”.

06 – Io sono fatto di neve

Brano lento, interessante e profondo, come “Il bel canto” di Tempi Bui.

“Volevi un mondo più bianco e adesso è in mano ai conigli, crescono cuccioli d’odio dai tuoi buoni consigli. Non troverai da mangiare se stai lontano dal branco, non troverai pace se non ti trovi un buon argomento” 

“ora vuoi che ti tenga per un braccio sospesa sopra all’abisso che è la tua migliore difesa”

“Periodi della mia vita senza una trama precisa , tempi brillanti in salita, l’ansia della discesa. Ci sono nuove colonne laggiù alla fine del mare, ci sono spiagge dovunque da cui ricominciare”

Musica: 8/10

Testo: 9/10

Tradotto? Si sente tutto il lato tranquillo (dal punto di vista musicale) dei Ministri, senza però avere un testo sdolcinato.

07 – Idioti

Ok, con questa canzone ho sentito uno dei picchi più alti di questo gruppo; bella dal punto di vista musicale, stupenda dal punto di vista testuale. Una critica ai finti perbenisti che in realtà sono coloro che rovinano il nostro sistema, sempre in grado di trovare un modo per distruggere ciò che gli altri creano con tanto impegno. L’ignorante che attacca l’intelligente, di nascosto, senza nemmeno rendersi conto a volte di essere davvero idiota.

“Idioti, tifosi della fine, rovina del buonsenso, gramigna dei balconi, squali da cortile. Il sogno dichiarato di restare in pochi, idioti”

“Inventano la ruota e voi inventate i chiodi, idioti”

“Volete vivere male, volete vivere troppo e trascinarci giù con voi, ci trascinate giù con voi. Sono io quello normale! Sono io quello normale! Sono io quello normale!”

“Nel migliore dei casi vi sentite cattivi, nel peggiore lo siete per sentirvi vivi, idioti”

Musica: 9/10

Testo: 10/10

Tradotto? Un attacco frontale contro gli idioti che cercano di distruggere gli altri, in realtà normali, facendoli passare per quelli che hanno fatto qualcosa di sbagliato.

08 – Lei non deve stare male mai

Un pezzo che non mi convince, molto semplice e tranquillo, anche troppo. Testo abbastanza banale, ma sicuramente sono io a non averlo capito. Unica nota interessante la presenza costante di basso e batteria in sottofondo, che accompagna i riff semplici della chitarra.

Musica: 5/10

Testo: 5/10

Tradotto? Non mi è piaciuto, sembra una normale canzone pop.

09 – Il giorno che riprovo a prendermi

Sembra un pezzo che rimanda agli anni 90 musicalmente e testualmente, ricordi e speranze.

“Smetterla di insistere, me lo dicevi in ogni istante. Rimane poco o niente di tutto ciò che era importante”

Musica: 6/10

Testo: 6/10

Tradotto? Pezzo standard, non brutto ma non entusiasmante.

10 – Vivere da signori

Pezzo interessante, ritmo stabile, non complesso musicalmente e testualmente.

“Le giornate vuote, le giornate mute, come esploratori, senza nuove mete. Pause celestiali, pause della morale dalle tue lezioni, come pellegrinare”

Musica: 8/10

Testo: 8/10

Tradotto? Un classico brano rock.

11 – Cultura generale

Sembra musica che esce da una radio antica, sottofondo da carillon. Voce strascicata, atmosfera dal passato.

“Parole senza tempo che tanto il tempo non sa parlare. Poeti senza voce ma con uno splendido altare,e prometti che non ti allontanerai; quello che c’è più in là non sappiamo cos’è”

Musica: 8/10

Testo: 8/10

Tradotto? Interessante sperimentazione su vecchie sonorità, mai sentite nei loro album precedenti.

12 – Sabotaggi

Classico brano pop-rock, forse meno interessante dei pezzi precedenti.

“Era difficile per noi sentirsi vivi, legare col presente, se poi presenti non siamo stati mai”

Musica: 6/10

Testo: 7/10

Tradotto? Chiusura non all’altezza dei brani precedenti, ma non per questo completamente disprezzabile.

 

Nel complesso ci troviamo di fronte ad un album particolare, con alti e bassi ben distinti; i bassi sono pochi e non completamente da buttare, gli alti raggiungono vette interessanti.  Spero che Dragogna continui a scrivere testi di questo livello, che, secondo me, hanno portato i Ministri ad essere ciò che sono.

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