Brave Baby – Electric Friends [2015]

Ho abbandonato la zona Noisetrade da un pò, poichè era da tempo che non riuscivo a trovare un gruppo o un album interessante. Dopo i 1965 (che mi impegno a recensire) mi sono ritrovato virtualmente tra le mani questo album di un altro gruppo semi-sconosciuto, i Brave Baby.

L’EP in questione si chiama Electric Friends e sto scrivendo questa recensione al suo primo ascolto; ho avviato una canzone a caso dell’album, mi è piaciuto lo stile del cantante e ho deciso di buttare giù queste due righe.

Essendo un insieme di impressioni a caldo vi invito ad essere clementi con me per i probabili errori che conseguiranno nella scrittura.

No, non sono loro gli electric friends
No, non sono loro gli electric friends

1) Daisy Child ha un inizio che mi ha riportato alla mente un pezzo di Amy Winehouse; canzone tranquilla, voce in lontananza, registrato quasi amatorialmente.

2) Find You Out sembra un pezzo tipico rock pop anni 2000 americano, senza particolari colpi di scena o cambi repentini di ritmo.

3) Plastic Skateboard mi è entrata nella testa senza abbandonarmi subito, al primo ascolto. Non è complessa dal punto di vista musicale, è semplicemente orecchiabile e l’unica pecca è la registrazione altalenante che porta a sbalzi di volume improvvisi. Spero che in futuro riescano a registrare questo ed altri pezzi a qualità superiore.

4) OJ ci fa sentire la voce del secondo cantante, più bassa, meno distorta e più classica. Ritmo carino, basso molto presente senza però andare a sovrastare la batteria, la tastiera e la chitarra, presenti ma solo per qualche accordo ed un breve riff.

5) Atlantean Dreams ci porta in un’atmosfera sognante, guidati dalla voce calda del secondo cantante, tipica dei pianobar stile Richard Cheese. Improvvisamente le voci si uniscono e creano un coretto stile Queen (più “a caso”, naturalmente).

6) Be Alright mi ha fatto pensare subito allo stile tipico degli anni ’80; non sfigurerebbe in una radio stile Emotion 98.3 di GTA VICE CITY.

7) Electric Friends è un lento non molto interessante.

8) Ancients vede il ritorno del nostro secondo cantante in grado di trasformare ogni pezzo in un richiamo continuo al passato, non so nemmeno il perchè; sarà l’abbinamento voce calda e synth con la batteria che tiene giusto il tempo.

9) Larry On The Weekend sembra continuare il pezzo precedente, cambiando il ritmo ma non lo stile.

10) Hare Krishna si basa sull’unione delle due voci e la chitarra classica, quasi una sorta di inno religioso, accompagnato da percussioni e basso nella seconda parte.

11) Call It chiude l’album senza cambiare molto alla struttura vista fino a questo punto. Stile anni ’80 e andamento lineare.

In conclusione penso che farò più spesso qualche “””recensione””” del genere, anche solo per scrivere non troppo positivamente a proposito di qualche album: ad esempio non me la sento di consigliare Electric Friends a tutti, ci sono un paio di canzoni che mi piacciono ma nel complesso mi ha dato l’idea di una rivisitazione degli anni ’80 senza alcun tentativo di approccio innovativo.

Al prossimo ascolto!

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