Relapse Sampler 2016

Anche quest’anno Relapse Records ha rinnovato l’iniziativa (bellissima) di un campionario liberamente scaricabile dalla sua pagina bandcamp, per mettere così in mostra tutte le uscite di questo anno 2016 che volge al termine.

coverBen 40 tracce da 40 album e 40 artisti del genere di riferimento di Relapse, ossia il metal e l’hard rock. Come l’anno scorso e come per il sampler primaverile di Nuclear Blast ad aggiungere un breve commento per ogni traccia.
Quest’anno per fortuna il campionario è corredato da un booklet con una piccola intro sulle band, quindi non mi dilungherò particolarmente nei dettagli.
Dato il numero di tracce metterò anche un simpatico curoricino ♥ vicino alle mie tracce preferite.

  1. Red Fang – Flies
    Molto attesi e apprezzati nel panorama statunitense, fanno un hard rock martellante e orecchiabile. Ci si sente qualcosa dei Mastodon.
  2. Obituary – Ten Thousands Ways to Die
    Il conosciuto gruppo death non fa passi avanti dallo scorso Inked in Blood. Il prossimo album uscirà a primavera 2017, ma questo doppio singolo non entusiasma.
  3. Death – Zombie Ritual
    Non c’è bisogno di parole per presentare questo brano da Scream Bloody Gore. Relapse ha rimasterizzato l’album nell’ambito di una completa reissue della discografia del gruppo di Chuck Shuldiner. Doppi LP, Deluxe, Limited edition bla bla bla.
  4. Gatecreeper – Craving Flesh
    Novizi del death, con un cantato sporco e un groove che strizza l’occhio all’headbanger di turno.
  5. Gruesome – Forces of Death
    Produzione piuttosto scarsa qualitativamente. Cliché death senza particolare interesse.
  6. Obscura – Akròasis
    La traccia esordisce col tecnicismo death e il letto sonoro è tendenzialmente progressive. Da un ascolto superficiale anche il testo sembra quantomeno ragionato. Una ventata di novità nel panorama del metal progressivo.
  7. Ulcerate – Extinguished Light 
    Ho amato questo disco ed il precedente Vermis. La band neozelandese affronta il death in modo eterodosso, ed è tra i pochissimi nomi affiancabili al death metal contemporaneo.
  8. Sumerlands – The Seventh Seal
    Album di debutto che guarda al passato anni ’80 dell’heavy.
  9. Inter Arma – Transfiguration 
    Ed ecco quel doom da fondale oceanico denso e profondo. Sludge e post-metal stile Neurosis senza rinunciare a ritmiche interessanti.
  10. Nothing – A.C.D. (Abcessive Compulsive Disorder)
    La band di Philadelphia preferisce le melodie e la voce pulita tipica di certo metalcore. La chitarra di questo pezzo è rubata da un gruppo post-rock.
  11. Survive – Wardenclyffe 
    Niente chitarre e batterie, qui si suona col synth. Electro-ritmica in cui l’oscurità è bucherellata da raggi di luce sintetica, come la cover ben illustra. Featured come OST della serie Stranger Things di Netflix, è un ascolto migliore di quanto sembra. Ricorda in qualcosa i Crystal Castles.
  12. The Album Leaf – Between Waves
    Ancora produzione elettronica, stavolta inequivocabile. Propensione allo smussamento dei suoni e all’emozionale.
  13. Steve Moore – The Escape Pt.1
    Non inserita nel booklet, a giudicare da questa traccia la predisposizione è una sorta di darkwave non convenzionale e atmosferica prodotta dal compositore di musica cinematografica newyorkese.
  14. Boris – Farewell
    Dal Giappone una produzione di 2CD con 4LP e 150 minuti insieme a Merzbow. Apprendo che i 2 CD sono pensati per essere riprodotti contemporaneamente per avere esperienza del “gensho/phenomenon”. Sperimentazione senza percussioni, scevra delle stranezze alla quale il mercato musicale giapponese ci abitua.
  15. True Widow – Entheogen
    Il trio del Texas ha rilasciato un album chiamato Avvolgere (che gli piaccia l’italiano?) e alterna voce femminile e maschile. Downbeat orecchiabile dal gusto indie.
  16. Horseback – Shape of the One Thing 
    Da subito mi ha portato alla mente certe produzioni psichedeliche, ma poi sorprende con inserti di elettronica. Qualcosa addirittura da Swans.
  17. Myrkur – Onde Børn
    Progetto danese one-man, registrato in un mausoleo di Oslo. Leggo si tratti di black metal, ma di certo non in questa traccia. L’originale dà invece tutt’altra sensazione, aggiungendo un layer di voce femminile da symphonic metal ad una base strumentale rivolta al post-black.
  18. Magrudegrind – Relentless Hatred
    Giocano al contrasto inserendo un grindcore dopo la voce soave e gli archi. Trattasi di un ibrido benriuscito di grind, abrasivo ma senza vocal disgustose (rarità).
  19. Weekend Nachos – Dust Ft. Dylan Walker
    Ancora grind, peccato che la traccia di 38 secondi non mi dà tempo di farmi un’idea.
  20. Brain Tentacles – Kingda Ka
    Jazzcore caotico alla Naked City, solo per appassionati.
  21. Ringworm – Snake Church
    Torna l’headbanging con un thrash edulcorato e voce acida.
  22. Black Tusk – God’s on Vacation
    Power trio heavy ma fin troppo banale. Forse un album-testamento just for fun.
  23. Wrong – Entourage
    Noise rock dall’album omonimo di debutto. Qualcosa di A Place To Bury Strangers.
  24. Cough – Wounding Hours 
    Band da me molto stimata che ha dato molto al doom. Agonia lenta e allucinogena. Unici, ottimo pezzo.
  25. Agoraphobic Nosebleed – Not A Daughter 
    Arc è il primo di una serie di 4 EP aggressivi che tocca i 30 minuti. Doom ma più veloce, death ma più lento, vocals femminili e qualcosa dei RATM. Più che interessante.
  26. Inverloch – Distance Collapsed (In Rubble)
    Dall’Australia un approccio al death ibrido tra i vecchi cliché e il growl più profondo. Si sostiene per sprint, ma meritevoli di una seconda occasione.
  27. Graves At Sea – The Curse That Is 
    Lunga intro sludge che sfocia in un riff altrettanto sludge per una traccia del loro primo album da 15 anni in costruzione. Ritmi e vocals molto doom; sicuramente il resto dell’album riserverà altro materiale di qualità.
  28. Seven Sisters Of Sleep – War Master
    Strano mix di death, grindcore e riff doom. Di certo notevole.
  29. -(16)-  – The Absolute Center of a Pitch Black Heart
    La voce esordisce effettata e gli strumenti giocano tra punk e thrash fangoso. Almeno un po’ di fantasia.
  30. Lycus – Solar Chamber 
    Altra band da me apprezzata per il loro stile post-metal alquanto unico (ammetto anche un debole per le fantastiche cover art, quella di Chasms è dell’italiano Paolo Girardi). Atmosferici e lugubri trovano la forma più espressiva del loro genere.
  31. Bloodiest – Mesmerize
    Bella novità, innovativa e coraggiosa psichedelia mista a riff ritualistici e una voce pulita.
  32. Tombs – Deceiver
    Feroce metal di matrice black. Non ci si può aspettare di più.
  33. The Obsessed – Be The Night
    Demo pubblicato dopo 23 anni di letargo. Chi si ferma è perduto.
  34. Integrity – Deathly Fighter
    Cover da Randy Uchida Group, suona come quel thrash di provenienza hc con una voce che più sporca non si può. Musica da moshpit casinista.
  35. Ilsa – Cult of the Throne
    proviene da uno split Coffins/Ilsa e parte che più doom non si può. Fa ben sperare.
  36. King Woman – Shame (Live – Audiotree session)
    Voce femminile, come ci si potrebbe aspettare, e si inserisce nell’atmosfera Chelse Wolfiana. Un po’ troppo raffazzonato, ma sarebbe da ascoltare dall’album.
  37. Cloakroom – Big World 
    Shoegaze doomizzato, interessante.
  38. Pentagram – Forever My Queen
    Remaster della band storica del metal anni ’70, restaurata per una collezione. Utile per conoscere la storia del metal, della serie “non solo black sabbath”.
  39. Opprobrium – Voices from the Grave
    Altra reissue stavolta dagli anni 80 del thrash più aggressivo e violento. Napalm Death e simili.
  40. Davie Allan – Buzz Saw Effect
    Metal + surf rock. Molto divertente.

Approfondirò le tracce preferite nel mio anfratto delle prossime settimane.
Intanto voi ascoltate e scaricate qui (se vi piace, pay what you want).

Pubblicato da

Manuel D'Orso

Manuel D'Orso

Email: manuel.dorso@collectivewaste.it

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