Simon & Garfunkel – Bookends

Autore: Simon & Garfunkel

Titolo Album: Bookends
Anno: 1968

Casa Discografica: Columbia Records
Genere musicale: folk rock

Voto: 8
Tipo: LP

Sito web: http://www.simonandgarfunkel.com/

Membri band:

Paul Simon – voce, chitarra
Art Garfunkel – voce
Hal Blaine – percussioni
Joe Osborn – basso elettrico
Larry Knechtel – pianoforte, tastiere

Tracklist:
1. Bookends Theme
2. Save The Life Of My Child
3. America
4. Overs
5. Voices Of Old People
6. Old Friends
7. Bookends
8. Fakin’It
9. Punky’s Dilemma
10. Mrs. Robinson
11. A Hazy Shade Of Winter
12. At The Zoo

Reduci dal successo della colonna sonora del film The Graduate, in cui confluiscono pezzi degli album precedenti, inediti scritti per il film e una Mrs Robinson in nuce, il nostro duo crea Bookends. Album prodotto per la prima volta in proprio e del tutto sui generis. Pur rappresentando l’evoluzione della vena folk maturata fin dal debut album, con tutti i suoi stilemi e le sue influenze, Bookends ne è al contempo superamento ed affrancamento. Sappiamo bene che il folk di S&G è di un tenue impegno sociale, bensì piuttosto intimista e quindi teso ad indagare sensazioni ed emozioni di 2 giovani ragazzi nella New York metà anni ’60. Una poetica delle piccole cose, la delicata celebrazione del quotidiano. In Bookends queste istanze si manifestano con tutta la loro forza, facendone un disco che è l’elegia della quotidianità e della normalità. Narrate però con fare poetico. Microstorie, nate osservando al di fuori della propria finestra. Uomini e donne che camminano per le strade della città, che si intrattengono a parlare del più e del meno, che ricordano gli amori passati, un viaggio. I piccoli grandi eroi della vita di tutti i giorni. Non i grandi contestatori galvanizzati dal tripudio sociale ed emotivo del periodo. Non la voglia di spaccare il mondo, ma il desiderio di salvarne il buono che rimane. La copertina dell’album, che ritrae Paul ed Arty in primo piano che ci guardano con occhi sinceri e puliti, la dice lunga sul loro stile, sul loro approccio al mondo e all’arte che, in questo disco, raggiunge un apice e fonda una loro nuova originalità. Dal folk ad un pop-folk colto e raffinatissimo. 12 pezzi in stato di grazia, da ascoltare tutti di un fiato. Un lato A che narra storie incentrate sullo scorrere del tempo, un lato B che raccoglie i pezzi scartati nella produzione della soundtrack del Laureato. Un aspetto da concept album che racconta le varie sfaccettature del ciclo della vita. L’inizio dell’album è dolce, con un brevissimo brano strumentale, Bookends Theme, che poi tornerà nella settima traccia con l’aggiunta di voci. Il secondo brano è Save The Life Of My Child. Qui assistiamo ad un allontanamento dalla tradizionale delicatezza del duo con l’uso di un sintetizzatore distorto. Contiene inoltre un estratto di The Sound Of Silence. Capiamo subito che si tratta di un disco di ricerca e di maggiore sperimentazione. La seconda traccia sfuma nella meravigliosa ballad America. Una delle più belle del canzoniere di Paul Simon. Racconta il viaggio di due giovani amanti, le loro speranze, le loro illusioni. Probabilmente autobiografica, l’intro con quell’incantevole “mm mm mm..” e la conclusione con l’organo già fanno tutto. In mezzo chitarre delicate ed impeccabili ed una batteria incalzante quanto basta. Una vera gioia per le orecchie. Ad America segue Overs. Breve brano delicato e sussurrato, recupera quella leggiadria a cui Paul e Arty ci avevano abituati. La quinta traccia è Voices Of Old People. Un pezzo fatto esclusivamente di dialoghi fra anziani. Un intermezzo parlato, registrato personalmente da Arty in varie case di cura ed ospizi. Scelta singolare questa, ma funzionale alla tematica dell’inesorabile scorrere del tempo che è uno dei fili rossi dell’album. La traccia seguente è Old Friends. Una celebrazione dell’amicizia che ci accompagna vita natural durante. Brano acustico arricchito da fiati e archi che gli conferiscono maggiore profondità e respiro. Quindi entriamo nella seconda parte dell’album. Qui troviamo Fakin’ It e Punky’s Dilemma che ricorrono all’uso di effetti sonori, loop di percussioni, interludi parlati. A riprova di come questo sia un disco di sperimentazione. E qui troviamo anche la versione definitiva di quella Mrs. Robinson che nella soundtrack di The Graduate era stata solo accennata, svelandone le potenzialità ma non l’intera bellezza. Non volevano “bruciarla” Paul e Arty. Erano consapevoli di aver creato una song-capolavoro. Una hit potentissima con quel ritornello mandato a memoria da almeno 3 generazioni, e tale da trascinare ai vertici delle classifiche un album che di commerciale aveva davvero ben poco. Un brano leggendario, scritto ispirandosi alla Mrs Robinson del film. Il brano salì al primo posto della classifica statunitense Billboard Hot 100 per tre settimane. Per Simon & Garfunkel fu il secondo “numero uno” dopo The Sound of Silence. L’intro ritmata di voci è semplicemente roba che non ti leverai mai più dalla mente. A seguire A Hazy Shade Of Winter, interessante brano con sonorità elettriche rock, a tratti quasi un tentativo di hard rock ante licteram. Ed infine At The Zoo. L’intero album sfuma e si conclude con un delicata canzone acustica. Evocativa e ritmata alla classica Simon&Garfunkel maniera. Quasi un ritorno alle rassicuranti origini del loro marchio di fabbrica. Eppure Bookends è un disco di rottura, maturazione ed evoluzione. Paul e Arty sembravano ormai aver dato tutto il loro meglio. In realtà erano già pronti per il loro meraviglioso commiato, che sarà l’album successivo.

Sara Fabrizi

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