King Gizzard And The Lizard Wizard – Flying Microtonal Banana

Gruppo balzato giustamente all’onore delle cronache musicali nel corso del 2017 dalla fertile Australia, seppur attivo dal 2010.

Un album che si merita la Top 10 2017 postuma per il carico eccellente di psichedelia, Tame Impala style, con un ritmo travolgente, liriche fantasmagoriche e nessun pezzo-fuffa a riempire il full-length di 9 tracce.

La formazione ha la particolarità di avere 2 batterie/percussioni, oltre a tutta una serie di strumenti analogici (armonica a bocca, flauti) oltre alle tipiche chitarre e sintetizzatori.
Si sono dati da fare nello scorso anno, pubblicando 5 album, di cui questo è probabilmente il più ispirato, forse anche perché registrato negli studi personali del gruppo. Quotando da wikipedia:

Originariamente concepito per essere suonato sul baglama (uno strumento musicale turco a corde con fregi mobili), è stato descritto come «una volante incursione nella musica microtonale».

L’album seguente, Polygondwanaland, distribuito in pubblico dominio, avrebbe bisogno di una discussione a parte già solo per questa scelta di apertura della propria musica ad un pubblico ascoltante che già oggi sceglie tantissimi metodi di supportare le proprie band preferite diversi dal pagare l’album.

Non posso fare altro che consigliarvi questo ascolto, con la quasi certezza che ne rimarrete ipnotizzati.

 

Harakiri For The Sky – Arson (2018)

Nuova release degli austriaci che mi avevano già stupito con il loro III: Trauma  nel 2016, che fu tra i miei dischi preferiti di quell’anno, dedicandogli anche una puntata nella stagione 5 di Radio Waste.

Provvedono a dare il benvenuto al 2018 con questo nuovo album full-length che esordisce con un brano che si presenta da solo con titolo Fire Walk With Me dimostrando di aver preso ispirazione da uno degli eventi cinematografici di spicco del 2017. Continua a leggere Harakiri For The Sky – Arson (2018)

Top 10 Albums 2017 (Manuel Edition)

Non vedevo l’ora di pubblicare la mia consueta personale top 10 del 2017 perché quest’anno il lavoro di selezione è stato particolarmente facile.

Ci sono state delle uscite che già a pochi mesi dall’inizio dell’anno che si va ora a concludere erano ottime candidate per finire in questa selezione.
Come sempre specifico che non è una classifica e gli album sono presentati in ordine sparso.

Per i curiosi, eccovi anche le selezioni 2016 e 2015 .

Veniamo alle copertine:

Ed ecco i titoli, con relativi link alle recensioni fatte durante l’anno:

 

Art As Catharsis 2017 Sampler

Anche quest’anno l’etichetta australiana molto apprezzata qui nel collettivo ci regala il suo campionario su bandcamp. Voglio qui fare una rassegna dei 20 brani della raccolta per dare un resoconto veloce anche al pubblico italiano della bella musica prodotta così lontano da noi.

Come ho già fatto darò solo un breve commento ad ogni brano, segnalando quelli più interessanti. Continua a leggere Art As Catharsis 2017 Sampler

Björk – Utopia (2017)

Fa uno strano effetto vedere un artista mettersi a nudo.

La musicista islandese in questo nuovo album tratta con profondità e forza il distacco romantico e sessuale, la delusione e la sensazione di tradimento che seguono la fine di una relazione.

Una lucida rassegna da un punto di vista profondamente femminile delle proprie concessioni fisiche ed emotive ad un partner che non è più tale. Questo, e qui sta la potenza, senza ricorrere mai alla blasonata dialettica e ai cliché delle canzoni romantiche preferendo invece l’autenticità dei dettagli intimi, delle esperienze condivise. Continua a leggere Björk – Utopia (2017)

Cryo Chamber Lovecraftian Collaboration – Yog-Sothoth (2017)

Il Guardiano della Soglia, La Chiave e la Porta, La Guida, Il Tutto-in-Uno e L’Uno-in-Tutto, L’Altrove.

Disco collettivo di dark ambient dalla label dello svedese Simon Heath aka Atrium Carceri, che ho già recensito in passato.

Come qualche occhio edotto ha già notato dal titolo, l’opera è un tributo a H.P. Lovecraft e al suo universo, dedicata in particolare alla divinità omonima del ciclo di Cthulhu facente parte dei Grandi Antichi, ai quali già molti musicisti si sono ispirati. Continua a leggere Cryo Chamber Lovecraftian Collaboration – Yog-Sothoth (2017)

Relapse Sampler 2017

Anche quest’anno mi voglio dedicare alla rassegna del puntuale e ricco campionario dell’etichetta metallara Relapse Records, come ho fatto già negli anni scorsi.

Trentaquattro tracce che spaziano come vedremo dal metal più aggro all’elettronica e all’acustico.
Non sarà una recensione esaustiva, ma solo dei commenti traccia per traccia al primo ascolto.

Per i lettori e gli ascoltatori frettolosi metterò un “∗” vicino ai pezzi da non perdere. Iniziamo. Continua a leggere Relapse Sampler 2017

Sedna / Postvorta – Split (2017)

Molti metallari hanno bisogno di nuovo metal. E li capisco. Ma per fortuna ho buone notizie per loro.

Potete avere un assaggio di un ottimo split di post-metal made in Italy con un pay-what-you-want di Drown Within Records .
Si tratta ancora dei Sedna (già intervistati qui insieme ai Seventh Genocide, sempre IT) stavolta insieme ai Postvorta, formazione decisamente più doomeggiante che trovate nella seconda metà del disco.

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Godspeed You! Black Emperor – Luciferian Towers (2017)

Tutte le sonorità alle quali la formazione Canadese ci ha abituato e qualcosa in più.

Orchestrale, magnificente post-rock d’autore. Tra i pochi nomi che sono sopravvissuti all’epidemia di elettronicosi acuta degli anni ’10.
L’ispirazione sono le inventate “torri luciferiane” e tutta una serie di concetti socio-politici esposti dalla band (tra cui “lo smantellamento del complesso industriale-carcerario” e la fine dei concetti di invasione e di confine).
Elucubrare su una rappresentazione di tali torre luciferiane è il pensiero che è bene accompagnare all’ascolto.

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Caligula’s Horse – In Contact (2017)

Indovinate chi è tornato. Quel bel gruppo australiano che fa prog.

Mi piacque qualche anno fa il loro The Tide, the Thief & River’s End ma mi sono perso il successivo Bloom del 2015.
Ho trovato però questo ultimo lavoro molto ispirato, nell’ambito del prog metal tradizionale, a la Haken/Riverside. Dico tradizionale perché spesso ascolto anche prog poco ortodosso.

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