Scott Holmes: We Used To Paint Stars In The Sky (2012)

Bentornati in una delle mie recensioni post-rock.
Questa volta si tratta di un album reperibile facilmente online, gratuito e di un artista che, in questo mio primo ascolto, sembra meritare molto.
Sto parlando degli Scott Holmes, un gruppo post-rock scozzese.
Le informazioni sul gruppo si possono trovare sulla loro pagina facebook mentre l’album in questione, We used to paint stars in the sky, è disponibile in streaming e download GRATUITO qui .

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Marco Travaglio – Festival delle Storie 2014

(Intervento di Marco Travaglio, 23 agosto 2014, Fontechiari)

Non so bene di che cosa parlare, nel senso che di solito uno viene qua e parla delle cose che interessano a lui e invece scopre alla fine, quando qualcuno fa le domande, che la gente era più interessata ad altri argomenti. Ditemi voi e se conosco l’argomento ne posso parlare, altrimenti se nessuno dice niente decido io, a vostro rischio e pericolo. Allora: la Costituzione, la disoccupazione giovanile, la riforma del Senato, la guerra, la P2. Argomenti abbastanza eterogenei, almeno qualcuno cercherò di affrontarlo. Continua a leggere Marco Travaglio – Festival delle Storie 2014

Hollow & Akimbo – Pseudoscience

Rieccoci a parlare di artisti non molto famosi (ingiustamente, a parer mio): questa volta si tratta degli “Hollow & Akimbo”, gruppo composto da Jonathan Visger, Brian Konicek, e Mike Higgins. Provenienti da Ann Arbor, Michigan, sono giunti alle vostre orecchie durante una delle ultime puntate della nostra trasmissione, nel Sottoscala di Marco. Il loro genere è un insieme di alternative rock, experimental rock e dream-pop. Continua a leggere Hollow & Akimbo – Pseudoscience

I am waiting for you last summer – I am waiting for you last summer (2010)

Premetto che non conosco bene questo gruppo. Ho sentito per caso un loro pezzo su Grooveshark e ho deciso di approfondirli insieme a voi: questo album contiene tre pezzi, ne scriverò la recensione man mano che vado avanti con l’ascolto. Continua a leggere I am waiting for you last summer – I am waiting for you last summer (2010)

Kwoon – When The Flowers Were Singing (2009)

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Finalmente mi trovo a parlare dei Kwoon, gruppo post-rock parigino, nati nel 2006, anno del loro primo album autoprodotto Tales and Dreams. Vengono messi in relazione con i Sigur Ros, gli Explosions in the Sky e i Godspeed You! Black Emperor. Dopo tre anni iniziano a girare l’Europa per partecipare a Festival e cominciano ad organizzare tour. Personalmente apprezzo molto la loro scelta di fare Post-Rock cantato, senza però rendere le voci invasive.

L’album si compone di 10 tracce, di lunghezza molto variabile.

Overture ci introduce all’interno del mondo creato dal gruppo, con una chitarra che ci ricorda pesantemente gli Explosions in the Sky, mentre batteria e basso scandiscono il tempo.

Great Escape inizia con suoni quasi da carillon, con voce e violoncello che portano avanti la canzone, quasi fossero un unico strumento.  Il tutto rimane su un tono abbastanza cupo, anche quando interviene la female vocalist, fino a sfociare al minuto 3:40 in un tripudio di post-rock puro, quasi più speranzoso e spensierato.

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Cold War Kids – Mine is yours (2011)

I Cold War Kids sono un gruppo alternative rock statunitense, più precisamente sono Californiani. Personalmente ignoravo la loro esistenza fino al 2011, quando per la prima volta mi sono imbattuto nel famoso (almeno per chi segue le nostre puntate settimanali) mercatino musicale fallimentare. Tra i vari dischi che comprai, mi incuriosì Robbers and Cowards, il loro primo album in studio del 2006. Ascoltandolo quasi come sottofondo, trovai alcuni spunti molto interessanti, che puntualmente ho ritrovato in questo loro ultimo album, Mine is yours.

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Mono – Hymn To The Immortal Wind (2009)

67 minuti per 7 canzoni, in pieno stile post-rock.

Canzone iniziale “Ashes In The Snow” con sonorità che incantano, archi, pianoforte, chitarra.

Climax emotivo di “Burial at Sea”, quasi una lunga traversata per mare, archi che addolciscono la chitarra, facendola risuonare quasi angelica.

“Silent Flight, Sleeping Dawn” è un breve (si fa per dire) viaggio interiore, come del resto ogni canzone all’interno di quest’album.

“Pure As Snow (Trails Of The Winter Storm)” presenta note sparse che si incrociano simmetricamente, mentre i violini vanno a rappresentare il soffio del vento, crescente fino all’esplosione finale.

“Follow the map” in quasi 4 minuti collega la prima metà dell’album alle ultime due canzoni, pur non risultando un riempitivo.

In “The Battle To Heaven” ritroviamo il tanto amato (dai Mono) climax, con un inseguirsi di strumenti che riescono a riproporre una battaglia vera e propria per la conquista del Paradiso, pur, come sempre, senza l’utilizzo di una sola parola.

La conclusiva “Everlasting Light” si basa su un pianoforte che srotola note avvolte dall’orchestra, alle cui spalle irrompono chitarre che si inerpicano per poi ricadere su se stesse lasciando la chiusura a un giro di violini, presenza costante di tutto il viaggio mentale che quest’album costituisce.

Insomma, chiudete gli occhi per un ora e viaggiate, esplorando pensieri che non sapevate di avere.

Copertina dell'album, che riprende perfettamente lo stato d'animo dell'ascoltatore amante del pst-rock (me)
Copertina dell’album, che riprende perfettamente lo stato d’animo dell’ascoltatore amante del pst-rock (me)

Ministri – Tempi bui (2009)

Parto con un presupposto: i Ministri sono uno dei miei gruppi italiani preferiti. ministri

Detto questo, specifico che non li seguo da molto tempo, diciamo che ho sentito per la prima volta una loro traccia tre anni fa circa; da allora, però, mi sono innamorato dei loro testi e del loro sound, cattivo quanto serve e in linea con i testi, grande punto a favore del gruppo.

Dunque, perchè partire da Tempi bui? Perchè è stato il primo album dei Ministri che ho sentito e che mi ha portato ad imparare a memoria la maggior parte dei testi.

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Caparezza – Il Sogno Eretico (2011)

Caparezza è un artista che mi piace molto, anche se non amo il suo genere.il-sogno-eretico

Non che sia una gran sorpresa per i fedeli ascoltatori delle nostre dirette, dato che mi capita spesso di passare qualche suo pezzo, ma ci tenevo a specificarlo, in quanto non riesco ad essere troppo critico nei suoi confronti.

Solitamente sono abituato a buttar giù le mie recensioni in una sorta di stream of consciousness e non voglio cambiare il mio modo di scrivere, dunque vi sorbirete ancora una volta le mie impressioni a caldo (caldissimo, in contemporanea con l’ascolto di questi pezzi che ormai conosco comunque a memoria).

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