METTI UNA SERA IN UN PUB CON GLI SHEOPARD

foto di Valerio Caliciotti
foto di Valerio Caliciotti
foto di Giorgia Patriarca
foto di Giorgia Patriarca

C’è aria di Folk Swing in terra ciociara. Rivisitato e reso moderno dagli Sheopard. Il progetto nasce nel 2012 ad opera di Giorgio Monoscalco (chitarrista) e Luigi Bocanelli (bassista) che si pongono da subito l’obiettivo di rievocare il Folk Rock internazionale innestando su questa base elementi tipici dello Swing, del Rock ‘n’ Roll e del Surf anni ’60. Al nucleo originario del gruppo si aggiungono poi Roberto Moriconi (batteria) e nell’ottobre del 2013 Giacomo Aversa (voce). Questa la formazione completa della promettente Band del frusinate, io ho avuto il piacere di intervistarli per voi. Continua a leggere METTI UNA SERA IN UN PUB CON GLI SHEOPARD

WEST COAST ROCK, ATTO PRIMO: CSN & Y

CCSN&Y’è un’immagine, ricorrente nella cinematografia e nell’immaginario collettivo, che suggerisce un preciso tipo di musica. La motocicletta da viaggio coast to coast, un’Harley Davidson preferibilmente, che percorre le larghe, quasi deserte strade del Texas e della California. Continua a leggere WEST COAST ROCK, ATTO PRIMO: CSN & Y

BUFFALO SPRINGFIELD: LA FUCINA DEL NASCENTE ROCK AMERICANO

1966 – 1968. Nascita e morte di un gruppo. Una formazione musicale, fluida al suo interno, che dura appena un biennio ma che si consacra alla storia del Rock. Perché suonò il Country- Folk con gli strumenti di quello che era ancora un acerbo Rock. Perché fu l’incubatrice di artisti che esplosero di lì a poco trovando la propria personale strada, per poi incontrarsi ancora in seguito. Parliamo di Neil Young e Stephen Stills, soprattutto, che nei Buffalo si formarono uscendo dall’anonimato.

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Townes Van Zandt: il country dell’anima

Non è di certo semplice prendere uno dei pezzi più belli dei Rolling Stones, “Dead Flowers”, e migliorarlo, renderlo perfetto. Trasformare una ballad calda e avvolgente in un pezzo country morbido e deciso. Stemperare la base grezza e cruda del country rendendola amabile, ed indimenticabile. Ci è riuscito Townes Van Zandt.

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Cat Stevens

“Tea for the Tillerman” e “ Teaser and the Firecat”. Dovrebbero bastare questi due nomi. I meno giovani che hanno avuto l’incomparabile fortuna di vivere musicalmente i primi anni ’70 sanno bene a cosa alludo. I più giovani potranno, con una buona dose di curiosità, accostarsi alla conoscenza di un capitolo fondamentale del rock britannico.

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LA SACERDOTESSA DEL ROCK: JANIS JOPLIN

janis joplinPrendete una ragazza nata nel 1943 in una cittadina industriale del Texas. Una famiglia semplice, padre operaio di raffineria e madre casalinga, valori e aspirazioni piccolo borghesi. Prendete un’educazione tradizionale e conservatrice, una rigida divisione di ruoli e una concezione della donna stereotipata, moglie e madre. Ora accostate a tutto ciò i fermenti di cambiamento sociale dei Sixties, l’amore per la musica, il richiamo quasi carnale del rock e del blues, una ragazza insoddisfatta che proprio non si cala in quel ruolo banale e privo di respiro che schemi sociali vecchi di millenni hanno costruito per lei. Tutto questo è rivoluzione, libertà, ritmo, cuore che batte all’impazzata, energia, amore nell’accezione più primordiale del termine come forza che crea e fonde tutto. Tutto questo è Janis Joplin.

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Simon and Garfunkel: il Soave nel Folk Rock

Chi non ha visto421909_3314287139142_780539429_n il film “Il Laureato” dovrebbe farlo. Se non per l’interpretazione di un giovanissimo e promettente Dustin Hoffman, se non per la storia di introspezione di un giovanotto che non trova un suo posto nella realtà che lo circonda e si lascia andare “alla deriva” finchè sarà l’amore a salvarlo, fatelo per la colonna sonora.

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