Björk – Utopia (2017)

Fa uno strano effetto vedere un artista mettersi a nudo.

La musicista islandese in questo nuovo album tratta con profondità e forza il distacco romantico e sessuale, la delusione e la sensazione di tradimento che seguono la fine di una relazione.

Una lucida rassegna da un punto di vista profondamente femminile delle proprie concessioni fisiche ed emotive ad un partner che non è più tale. Questo, e qui sta la potenza, senza ricorrere mai alla blasonata dialettica e ai cliché delle canzoni romantiche preferendo invece l’autenticità dei dettagli intimi, delle esperienze condivise. Continua a leggere Björk – Utopia (2017)

Cryo Chamber Lovecraftian Collaboration – Yog-Sothoth (2017)

Il Guardiano della Soglia, La Chiave e la Porta, La Guida, Il Tutto-in-Uno e L’Uno-in-Tutto, L’Altrove.

Disco collettivo di dark ambient dalla label dello svedese Simon Heath aka Atrium Carceri, che ho già recensito in passato.

Come qualche occhio edotto ha già notato dal titolo, l’opera è un tributo a H.P. Lovecraft e al suo universo, dedicata in particolare alla divinità omonima del ciclo di Cthulhu facente parte dei Grandi Antichi, ai quali già molti musicisti si sono ispirati. Continua a leggere Cryo Chamber Lovecraftian Collaboration – Yog-Sothoth (2017)

Relapse Sampler 2017

Anche quest’anno mi voglio dedicare alla rassegna del puntuale e ricco campionario dell’etichetta metallara Relapse Records, come ho fatto già negli anni scorsi.

Trentaquattro tracce che spaziano come vedremo dal metal più aggro all’elettronica e all’acustico.
Non sarà una recensione esaustiva, ma solo dei commenti traccia per traccia al primo ascolto.

Per i lettori e gli ascoltatori frettolosi metterò un “∗” vicino ai pezzi da non perdere. Iniziamo. Continua a leggere Relapse Sampler 2017

Sedna / Postvorta – Split (2017)

Molti metallari hanno bisogno di nuovo metal. E li capisco. Ma per fortuna ho buone notizie per loro.

Potete avere un assaggio di un ottimo split di post-metal made in Italy con un pay-what-you-want di Drown Within Records .
Si tratta ancora dei Sedna (già intervistati qui insieme ai Seventh Genocide, sempre IT) stavolta insieme ai Postvorta, formazione decisamente più doomeggiante che trovate nella seconda metà del disco.

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Gospel – Gospel

Autore: Gospel
Titolo Album: Gospel
Anno: 2017
Casa Discografica: Costello’s Records
Genere musicale: blues, garage rock
Voto: 8
Tipo: CD
Sito web: www.costellos.it/#/CostellosRecords/2670

Membri band:
Lorenzo Balice – voce, chitarra
Stefano Dal Lago – basso, cori
Andrea Roncari – batteria
Riccardo Ligorio – tastiere, chitarra, cori

Tracklist:
1. Ogni Piccola Guerra
2. La Rivalsa
3. Scarpe Inglesi
4. Maggio
5. Lampo Fulmine
6. Fango E Terra
7. Abbi Pietà Di Me
8. Piccola Donna
9. Giuda
10. La Mattina Di Natale

Quando scrivere canzoni e suonarle ha una funzione terapeutica. Buttare fuori il proprio mondo, la propria interiorità fatta di tormenti e sentimenti e darla in pasto agli altri. Esponendosi ma anche liberandosi. La catarsi musicale è un vecchio trucco cui i talentuosi e appassionati hanno fatto sempre ricorso. E quando si decide di raccontarsi così non c’è niente di meglio di una chitarra acustica che attinga dal blues, ma anche dal folk e dal soul. Ed è proprio questo il percorso intrapreso 5 anni fa da Lorenzo Balice. Nato come cantautore, butta giù canzoni rispondendo agli umori del momento senza velleità eccessive. Succede che poi però le canzoni crescono e cresce la voglia di comunicarle al mondo. E il soliloquio della chitarra acustica non basta più. Quindi si cercano altri strumenti e altre sensibilità per arricchire il tutto. Il progetto si amplia a coinvolgere Stefano Dal Lago al basso e Andrea Roncari alla batteria. E in seguito trova posto anche una seconda chitarra e tastiere nella persona di Riccardo Ligorio. La band è nata e dà alla luce il suo primo, omonimo, album Gospel. 10 tracce in italiano, con un sound che spazia dal blues al rock, al soul. Riff potenti, chitarre fuzzate ma anche acustiche dolci e cullanti che tradiscono il variegato set di influenze, da Jack White ai Black Keys e alla black music fino a Neil Young. Bella la alternanza che si crea fra pezzi dal ritmo più propriamente serrato in cui basso e batteria procedono a denti stretti e pezzi più melodici resi così bene dalla dolcezza della chitarra acustica e dall’uso delle tastiere tipicamente 70s. Le tematiche affrontate nei testi sono introspettive raccontando di vita vissuta e sentimenti, si spazia da malinconiche riflessioni ad energiche ed arrabbiate confessioni. Molto bello questo rock italico viscerale e romantico che mi fa tanto pensare ai Timoria e ai primi Subsonica. Un esordio potente per questa band che promette davvero molto bene.

Sara Fabrizi

Godspeed You! Black Emperor – Luciferian Towers (2017)

Tutte le sonorità alle quali la formazione Canadese ci ha abituato e qualcosa in più.

Orchestrale, magnificente post-rock d’autore. Tra i pochi nomi che sono sopravvissuti all’epidemia di elettronicosi acuta degli anni ’10.
L’ispirazione sono le inventate “torri luciferiane” e tutta una serie di concetti socio-politici esposti dalla band (tra cui “lo smantellamento del complesso industriale-carcerario” e la fine dei concetti di invasione e di confine).
Elucubrare su una rappresentazione di tali torre luciferiane è il pensiero che è bene accompagnare all’ascolto.

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