THE WHITE WALRUS: IL BRIT POP “pret-à-porter”

the white walrusCosa accade se tre ragazzi innamorati del Brit Pop decidono di andare oltre una, riuscitissima, tribute band dei Beatles? Accade che nascono The White Walrus. Ho già detto tutto: devozione per i Beatles e per il pop britannico. Partendo da queste premesse ne viene fuori un disco di inediti: “Colours”. Titolo semplice ma profondamente evocativo. Ogni traccia dell’album si ispira a un colore o, meglio, alle sensazioni suscitate dai colori. Sarà interessante scoprire come questi 3 giovani musicisti siano arrivati a concretizzare il loro sogno e cercare di capire cosa li anima, li ispira, li spinge. Continua a leggere THE WHITE WALRUS: IL BRIT POP “pret-à-porter”

JONI MITCHELL: IL FOLK CON IL VOLTO DI DONNA

joni-mitchellIl Folk americano come noi lo conosciamo è fatto essenzialmente di tematiche sociali e di impegno. Così abbiamo imparato a conoscerlo, almeno nel primissimo Dylan. Poi lo stesso menestrello d’America si staccò da quella base fatta solo di impegno sociale per affrontare tematiche più intimiste e personali. Com’è giusto che sia. Un cantautore non può prescindere dalla realtà sociale in cui è immerso, nemmeno però può non tener conto del suo animo, della sua intimità e profondità psicologica. E’ la solita tensione fra pubblico e privato, fra impegno ed espressione personale, che da sempre attraversa la manifestazione artistica e dunque anche la musica. Tale tensione la sentiamo particolarmente nel folk dove di volta in volta gli autori si sono misurati con la scelta di dar risalto al mondo in cui vivono oppure al mondo che hanno dentro. E dove il Folk diventa “confessionale” nel senso di intimista, romantico e sofferto incontriamo, guarda caso, una donna… Continua a leggere JONI MITCHELL: IL FOLK CON IL VOLTO DI DONNA

Dave Van Ronk, il folksinger incompreso nel ritratto dei fratelli Coen

dave van ronk“Se non è nuova e non invecchia mai allora è una canzone folk”. Una frase che la dice lunga su tutto un genere musicale e su un mondo, fatti di malinconie esistenziali e di guizzi rivoluzionari.
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METTI UNA SERA IN UN PUB CON GLI SHEOPARD

foto di Giorgia Patriarca
foto di Giorgia Patriarca

C’è aria di Folk Swing in terra ciociara. Rivisitato e reso moderno dagli Sheopard. Il progetto nasce nel 2012 ad opera di Giorgio Monoscalco (chitarrista) e Luigi Bocanelli (bassista) che si pongono da subito l’obiettivo di rievocare il Folk Rock internazionale innestando su questa base elementi tipici dello Swing, del Rock ‘n’ Roll e del Surf anni ’60. Al nucleo originario del gruppo si aggiungono poi Roberto Moriconi (batteria) e nell’ottobre del 2013 Giacomo Aversa (voce). Questa la formazione completa della promettente Band del frusinate, io ho avuto il piacere di intervistarli per voi. Continua a leggere METTI UNA SERA IN UN PUB CON GLI SHEOPARD

WEST COAST ROCK, ATTO PRIMO: CSN & Y

CCSN&Y’è un’immagine, ricorrente nella cinematografia e nell’immaginario collettivo, che suggerisce un preciso tipo di musica. La motocicletta da viaggio coast to coast, un’Harley Davidson preferibilmente, che percorre le larghe, quasi deserte strade del Texas e della California. Continua a leggere WEST COAST ROCK, ATTO PRIMO: CSN & Y

BUFFALO SPRINGFIELD: LA FUCINA DEL NASCENTE ROCK AMERICANO

1966 – 1968. Nascita e morte di un gruppo. Una formazione musicale, fluida al suo interno, che dura appena un biennio ma che si consacra alla storia del Rock. Perché suonò il Country- Folk con gli strumenti di quello che era ancora un acerbo Rock. Perché fu l’incubatrice di artisti che esplosero di lì a poco trovando la propria personale strada, per poi incontrarsi ancora in seguito. Parliamo di Neil Young e Stephen Stills, soprattutto, che nei Buffalo si formarono uscendo dall’anonimato.

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Townes Van Zandt: il country dell’anima

Non è di certo semplice prendere uno dei pezzi più belli dei Rolling Stones, “Dead Flowers”, e migliorarlo, renderlo perfetto. Trasformare una ballad calda e avvolgente in un pezzo country morbido e deciso. Stemperare la base grezza e cruda del country rendendola amabile, ed indimenticabile. Ci è riuscito Townes Van Zandt.

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Cat Stevens

“Tea for the Tillerman” e “ Teaser and the Firecat”. Dovrebbero bastare questi due nomi. I meno giovani che hanno avuto l’incomparabile fortuna di vivere musicalmente i primi anni ’70 sanno bene a cosa alludo. I più giovani potranno, con una buona dose di curiosità, accostarsi alla conoscenza di un capitolo fondamentale del rock britannico.

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