Sebastian Luczywo, il Wes Anderson della fotografia.

http://ragazine.cc/wp-content/uploads/2013/04/herons.jpgEccoci di nuovo, anche se con un pò di ritardo, a parlare di fotografia e di fotografi interessanti. Oggi voglio parlarvi di un fotografo che ho conosciuto praticamente per caso. Stavo spulciando tra i vari blog fotografici sul web, quando mi sono capitate davanti delle opere di un’artista contemporaneo polacco molto interessanti e significative: il suo nome è Sebastian Luczywo.

A parte la pronuncia del nome, c’è molto da sapere su di lui e sul suo concettualismo fotografico; c’è un mondo a parte da scoprire. In un’intervista, Luczywo dice che uno dei momenti più significativi che lo ha, in seguito, portato a considerare la sua macchina “una compagna di vita” è stato quando, una mattina, si è recato sul ciglio di un lago vicino Jelenia Gòra, suo paese di origine, ed osservandolo, nella foschia, ha notato due aironi che, con dei movimenti paragonabili ad una sorta di ballo, volevano comunicargli qualcosa. Luczywo considera questo passaggio fondamentale, in quanto ritiene che lui stesso voleva “rappresentare quelle emozioni in musica”, una specie di musica connessa alla fotografia, ad un qualcosa di strettamente visivo.

 

Così ha iniziato un percorso che lo ha portato verso un forte concettualismo che lo differenzia dal surrealismo di Rodney Smith con il quale, comunque, ha dei punti in comune.

Se iniziamo ad osservare le sue opere, notiamo subito come sia importantissima, per l’artista, la figura dei bambini. Non a caso, è stato da me paragonato a Wes Anderson che in alcuni suoi film pone come protagonisti proprio dei bambini, o quantomeno, dei ragazzi (Rushmore, Moonrise Kingdom). Lui stesso afferma che i bambini “hanno delle espressioni naturali”, quasi come se solo loro riuscissero a captare una vera versione delle situazioni quotidiane. La figura dei bambini, accompagnata ad una grande e rivisitata ironia, costituiscono un mix perfetto per la creazione di fotografie assurde.

Per quanto riguarda la tecnica e la composizione, si nota già da un prima e approssimativa osservazione, che l’intenzione di Luczywo è quella di creare un mondo lineare, caratterizzato da una simmetria imponente, proprio come il regista Anderson, che ben si sposa sia con il colore che con il bianco e nero il quale sembra molto moderno e personale.

Le proporzioni sono perfette.  Tutto sembra giusto nel posto giusto. Un’affinità che può notarsi con Rodney Smith è la volontà di entrambi a creare un mondo a sè, quasi come se a quest’ultimo debba trovare un senso lo spettatore che si trova, mai come questa volta, in una posizione attiva.

Un’altra presenza che possiamo facilmente notare è quella degli animali, spesso di cani, che, quasi sempre, sembrano avere un rapporto diretto con l’essere umano che è parte integrante dell’opera.

Come vedete, è lecito aspettarsi anche la presenza di galline che tranquillamente osservano un bambino leggere un libro e ne sembrano compiaciute.

L’unica cosa che mi rimane da fare è allegarvi qui di seguito il link dell’interessantissimo blog di Sebastian Luczywo e augurarvi buon viaggio!

https://www.facebook.com/SebastianLuczywoPhotospace/photos_stream

 

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