Ascolti metallici di Settembre (#7 STA8)

La nuova stagione fatica ad arrivare, due brutte sigle (COVID e SIAE) ci hanno abbattuto. Ma come sempre qualcosa, in qualche modo, cambierà.
Intanto io allego surrettiziamente questi ascolti metallici di album usciti di recente:

Anaal Nathrakh – Endarkenment (extreme, UK, 2020)

L’uscita che ho accolto con più felicità degli ultimi mesi. Non tanto per l’aspettativa quanto per la sua irruenza.
Si conferma lo stile meno ermetico delle vocals già avviato in A New Kind Of Horror, e nel complesso impattante senza nessun compromesso.
Traccia preferita: Beyond Words.

Behemoth – In Absentia Dei Director’s Cut (Live, black, POL, 2020)

Non servono presentazioni, mi basta spingere un attimo sul pedale dell’hype (si può avere hype per un evento passato?).
La formazione cult del black contemporaneo ha ideato questo live in streaming assolutamente eccezionale, ovviamente pieno di performance esoteriche e di tutti i loro migliori brani. Non adatto ai deboli di cuore.

Marilyn Manson – We Are Chaos (2020)

Il nuovo disco di MM lascia insoddisfatti chi non aveva seguito la sua discografia degli ultimi anni. Tutti gli altri hanno ormai fatto il callo a cercare i brani buoni e a mettere in controluce le sue produzioni. Per chi va di fretta: We Are Chaos, Half-Way and one Step Forward, Broken Needle.
Tutto sommato risulta un album gradevole anche se senza piacevoli sorprese, che ci fa accettare questa fase di maturità produttiva.

Enslaved – Utgard (prog black, NOR, 2020)

Questo è il tipico album che a recensirlo a pelle si sbaglia sicuro, quindi non lo faccio.

Caspian – On Circles (2020)

Il post-rock degli anni ’00 e ’10 non è ancora morto. Si è molto trasferito in altri generi come il post-metal e si è molto elettronicizzato verso vibrazioni pop, ma questo nuovo album dei Caspian uscito a Gennaio 2020 riesce ad emozionare come i migliori Explosions in the Sky e God is an Astronaut.

Mi ha stupito leggerne così poco oltre i soliti annunci di release date, come se il disco lasciasse indifferenti. In realtà è un album che si ascolta con tutto il trasporto e la profondità estetica che questo genere può regalare, e dispiace che non sia arrivato poi così tanto come avrebbe dovuto.

Questo disco nella seconda decade del millennio, e in questo caos, è una cosa bella.

Ascolti metallici di Giugno (#6 STA8)

Caligula’s Horse – Rise Radiant (prog, AU 2020)

Gli australiani non stanno sbagliando un colpo e le alte aspettative sono rispettate con questo nuovo disco che segue bene la scia del suo predecessore.
Pezzi memorabili e una progressione tra le tracce ben calibrata che soddisfa anche gli orecchi più melodici ed esigenti. Da ascoltare.

Protest The Hero – Palimpsest (prog, CA 2020)

Una nuova uscita della band canadese è stata una piacevolissima sorpresa, e ancora di più lo è stato godersi il disco a ripetizione senza notare nemmeno una grinza nella qualità tirata fuori in Volition nell’ormai lontano 2013.
Un album non sono interessante musicalmente nel panorama del prog di quest’anno (come il collega di cui sopra) ma anche impegnato in temi politici e psicologici.
Il ritmo delle tracce è spinto, incalzante, assuefacente. L’energia hardcore non è andato persa ma si fonde al prog nel loro stile unico e riconoscibile.

Kanaan – Odense Sessions (psych, NOR 2020)

Una bella scoperta (grazie a Leo Durruti) questo trio di Oslo che si cimenta in un’impro psichedelica che ti trascina come un’onda. Da ascoltare in un momento di relax.

Ascolti metallici di Aprile (#5 STA8)

Tombs – Monarchy of Shadows

2020, USA, blackened death

Regarde Les Hommes Tomber – Ascension

2020, FRA, post-black

O – Antropocene

2020, ITA, post-black

Ascolti metallici di Febbraio (#3 STA8)

Condividiamo una selezione dei titoli alt/metalcore ricevuta da Mirko Gatti (MkGt Music, Deshody), che ringraziamo.
Da ascoltare per esplorare una particolare branca del metal più contemporaneo di estrazione soprattutto statunitense. Preparate l’headbang!

Novelists – Souvenirs

Metalcore, 2015, Francia

Bad Wolves – Nation

Nu metal , USA, 2019


Sevendust – All I See Is War

Alt metal, USA, 2018

After the Burial – Evergreen

Progressive, deathcore, USA, 2019

Relapse Sampler 2019

Mi dolgo di non aver fatto la rassegna di questo campionario nel 2018 sul blog (ma l’ho fatto nei podcast, da qualche parte). In ogni caso rimedio ora, scorrendo i 26 brani del 2019 ora che un anno è appena finito e un nuovo anno è appena cominciato: un anno in più per sognare, per amare, per Radio Collective Waste (cit.).

  1. Torche – Admission *
    Dall’album omonimo, con vibrazioni molto piacevolmente simili ai newyorkesi A Place To Bury Strangers, con un tocco di melodia rock in più.
  2. Red Fang – Antidote *
    Scopro che il gruppo stoner ha prodotto un gioco mobile dove devi fare headbang per giocare. Penso non serva dire altro.
  3. Gatecreeper – From The Ashes
    Da Deserted, si passa qui al death groovoso e ritmico. Piacevole ma un po’ stantio.
  4. Full Of Hell – Burning Myrrh
    Si scatena l’inferno. Extreme metal brutale simile a certi Anaal Nathrakh. Questo brano dimostra di saper calibrare bene la violenza, ma lascia la pulce nell’orecchio per l’intero album, Weeping Choir.
  5. Monolord – The Last Leaf *
    Messi meritatamente al primo posto di The Obelisk per lo stoner 2019 questa formazione dimostra la loro padronanza del genere in No Comfort fin dalle sue radici. Questo campionario mi e ci fa da paracadute per molte band che sfuggono durante l’anno, ma in questo caso ringrazio anche Leo Durruti che è arrivato prima.
  6. Ceremony – Turn Away The Bad Thing
    Con una copertina colorata e un album che si chiama “In the Spirit World Now!“, questa outfit ricalca new wave e in qualche modo il post-punk degli anni che furono, non senza originalità.
  7. Exhumed – Ravenous Cadavers
    Death iper-aggressivo con anche una punta di grunt di cui personalmente non sono un fan. Anche questa nuova fatica del gruppo che supera i 20 anni di carriera non emerge.
  8. Inter Arma – Citadel
    Anche come uno dei nomi più quotati dell’anno non riescono a entusiasmare. Comunque è un doom carico e duro, ben prodotto, con forse qualche sorpresina nelle pieghe dell’album Sulphur English.
  9. Devil Master – Black Flame Candle
    Heavy metal classico, con un’infusione di black qua e là, specie nella voce. Interessante lettura del genere.
  10. Candy – Super Stare
    Un metal dal sapore degli anni ’00, decisamente thrash, con però delle voci più contemporanee e dei tratti di produzione piuttosto audaci.
  11. Devourment – Cognitive Sedation Butchery
    Brutalità grugnante e slammante, for maniacs only.
  12. Coffins – Forgotten Cemetary
    Da Beyond The Circular Demise death senza fronzoli e con qualche velleità doom, del quale non riesco ad apprezzare la voce ibrida e camuffata.
  13. Ringworm – Death Becomes My Voice *
    Brano da disco omonimo con una bella intro d’esperienza, che apre ad un hardcore/deathcore ben fatto.
  14. Pinkish Black – Concept Unification *
    Psichedelico e contemplativo, esplora l’oscurità con gli strumenti degli Om e degli Swans.
  15. Cherubs – Sooey Pig
    “The noisiest pop music on the planet”. È senz’altro heavy rock, con una voce che ha trovato il suo posto nel mondo e dei riff stoner che non passano inosservati. L’album è Immaculada High.
  16. Victims – The Horse And The Sparrow Theory *
    Hardcore crust-punk che ha accelerato 2x il doom e ha l’influenza del suo miglior mood.
  17. Zonal – System Error
    Duo elettronico di Justin Broadrick (Godflesh, Jesu) e Kevin Martin (The Bug, Mind Midas Sound), è un enigmatico mix di Death Grips e industrial. L’album è Wrecked.
  18. Steve Moore – The Bite
    OST del film Bliss, ingiudicabile da un solo brano. È comunque un pezzo progressivo e ambientale, fortemente elettronico.
  19. Obituary – A Dying World
    Primo singolo dopo l’album self-titled del 2017, non mostra segni di cambiamento (nel bene e nel male).
  20. Integrity – All Death Is Mine
    Modern metal, aggressivo e con vocals interessanti. Trattasi di un singolo, quindi conta poco più di un trailer.
  21. Author and Punisher – A Crude Sectioning *
    Produzione industrial elettronica dal gusto molto contemporaneo con l’aggiunta di note doom e harsh notevoli.
  22. Nothing – Heavy Water / I’d Rather Be Sleeping
    Ancora un noise rock, stavolta leggero ma sferzante come una brezza fredda. Ottimo per una OST.
  23. Mammoth Grinder – Lunar Mass
    Ci svegliamo con extreme metal tanto forte quanto anonimo.
  24. Outer Heaven – Cryptic Visions
    In Pennsylvania pestano pesante ma sono ben ispirati da un sound strutturato e più di qualche reminescenza. Buona produzione.
  25. Incantation – The Ibex Moon
    Ancora death brutale rimaneggiato, dalla reissue di Upon The Throne of Apocalypse. È memorabile solo il cover artwork di Wes Benscoter (Slayer, Nile, Cattle Decapitation).
  26. Merzbow – Woodpecker #1 *
    Sono pieno di gioia nel vedere chiudere il campionario a questa leggenda del noise giapponese. Registrato in presa diretta senza postproduzione e rimasterizzato dal produttore di Isis (R.I.P) e Electic Wizard Plotikin nel disco Pulse Daemon.
    Il suono grezzo del noise si sposa benissimo col gusto del metal, e spero di vedere in questo 2020 più collaborazioni tra i due generi.

I brani contrassegnati da * sono quelli di cui si consiglia l’ascolto e l’approfondimento.

Top 10 Albums 2019 (Manuel edition)

Non c’è Dicembre senza top 10 a chiudere l’anno con la raccolta degli album che meglio hanno riempito i miei ascolti. Includo solo dischi usciti nel 2019, in ordine sparso e senza velleità di recensione, selezionati in base ad un mix tra merito oggettivo e apprezzamento personale. Mi unisco da anni (dal 2013!) a questa tradizione ormai affermata tra gli appassionati, perché è bello confrontare i gusti e tirare le somme dell’anno che va a terminare. Quando e se volete commentate e linkate la vostra personale classifica qui sotto.

  • Fontaines DC – Dogrel
  • King Gizzard And The Lizard Wizard – Infest the Rats’ Nest
  • Alcest – Spiritual Instinct
  • Fleshgod Apocalypse – Veleno
  • Soen – Lotus
  • In Flames – I, the Mask
  • Druids – Monument
  • Opeth – In Cauda Venenum
  • Downfall of Gaia – Ethic of Radical Finitude
  • Russian Circles – Blood Year

Ascolti metallici di Novembre (#2 STA8)

Leprous – Pitfalls

Nuovo disco di Einar e compagni, anche se più di Einar che dei compagni. I livelli di metal sono ormai ai minimi storici, ma per la seconda volta il gruppo norvegese riesce a farci dire che è un bellissimo disco nonostante questo.
Il singolo Alleviate è ammiccante al punto da prestarsi ad un duetto con Whitney Houston; fortunatamente però ci sono brani come By My Throne e The Sky Is Red che permettono di non ritrovarci con un album fatto col dado vegetale.
Però capiamoci: è da ascoltare bene e senza riserve.

Alcest – Spiritual Instinct

Nuovo disco di Neige e compagni, che non è tutto tutto perfetto, ma racchiude almeno due brani davvero notevoli.
Rientra nel sentiero dell’atmospheric black solcato dalla band fin dagli inizi, che mette in mostra il francese come lingua lirica per questo sottogenere di metal con ottimi risultati. Emozionante.

Rosetta – Terra Sola

A due anni di distanza da Utopioid la formazione americana torna con un altro disco in pay what you want con tre bei brani post-metal, melodici ed evocativi, perlopiù dedicati al nostro pianeta in crisi ecologica.

Ascolti metallici di Ottobre (#1 STA8)

Che poi non sono solo di Ottobre ma anche di Settembre e non solo del 2019 ma di qualsiasi anno volete che sia.

Opeth – In Cauda Venenum

Sono tornati e stanno dando seguito a quella trama complessa e impenetrabile iniziata con The Sorceress. È uno di quegli album da ri-ascoltare per coglierne la bellezza melodica e la qualità dei singoli brani, mentre il mood generale è disteso e universalistico e si fa sempre più denso con l’arrivo della fine dell’album (cosa che si poteva capire dal titolo). Il progressive da manuale.

King Gizzard and the Lizard Wizard – Infest the Rat’s Nest

Sono stato colto di sorpresa dallo scatto quasi trash dell’ultimo disco della formazione eccellente australiana. Se già non vi avevano conquistato (come è possibile?) con questo tassello completano una gamma di produzione da calare la mascella. Traccia preferita di Greta Thunberg: Planet B.

Cult Of Luna – A Dawn to Fear

Dopo una pausa di oltre 10 anni, il nuovo disco ripropone il sound dell’epoca come se fosse nuovo di pacca. Post metal solido e inesauribile per dimostrare che la prima scuola rende ancora tanto. Traccia preferita: Nightwalkers.

Chelsea Wolfe – Birth of Violence

C’è poco da fare quando ti innamori. Una copertina che parla da sola e un’impronta folk che ci intrappola per poi inchiodarci a quel suo umore decadente. Non mi è piaciuta troppo la costruzione dell’album e l’ammiccamento del singolo, che però funziona.

No, non ci metto i Tool perché tanto li avete già ascoltati.