Blind – Eskil Vogt, 2014

Blind è un film norvegese, nel senso che gli attori parlano in norvegese, si trovano in Norvegia e bevono vino norvegese.
Ha vinto lo Screenwriting Award del Sundance Film Festival e il miglior film europeo del Berlin International Film Festival.

La protagonista, Ingrid, ha di recente perso la vista e si rintana per questo nel suo appartamento all’ultimo piano di un palazzo bianco di Oslo. La sua condizione scatena in lei paure vecchie e nuove e fantasie represse, che si intrecciano con le vite di altre persone.

Il regista e sceneggiatore emergente Eskil Vogt decide di inserire in questo contesto descrizioni sterilmente non banali di persone, gesti e luoghi, con un certo gusto contemporaneo.
È capace di modulare il ritmo del film, in un climax che da minimale e riflessivo si dipana in un vortice di scenografie, realtà sovrapposte e absurde.2622olk

Rappresenta una visione della vista, psicologie, comportamenti nascosti nel reale e nella società. Trova spazio per la sessualità, anche latente: da un lato feticismo, dall’altro Amore e Psiche.
A questo riguardo è notevole il fascino dell’esibizionismo che può provare una donna cieca nel mostrarsi nella sua femminilità al suo uomo, non sapendo se egli si trova effettivamente davanti a lei a guardarla.
L’equilibrio tra esibizionismo e voyeurismo è rotto nella riflessione del feticcio su sé stessi. Un esibizionista cieco, un voyeur invisibile.

Poi ci sono le trovate stilistiche dei cambi fluidi di scena, di attori, di punto di vista, qualche secondo di astratto alla Von Trier.
Strumenti necessari per impiattare una metanarrazione dove un autore scrive la sceneggiatura in cui un personaggio scrive la sceneggiatura.

Viva il postmoderno.

Pubblicato da

Manuel D'Orso

Manuel D'Orso

Email: manuel.dorso@collectivewaste.it

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