Relapse Sampler 2017

Anche quest’anno mi voglio dedicare alla rassegna del puntuale e ricco campionario dell’etichetta metallara Relapse Records, come ho fatto già negli anni scorsi.

Trentaquattro tracce che spaziano come vedremo dal metal più aggro all’elettronica e all’acustico.
Non sarà una recensione esaustiva, ma solo dei commenti traccia per traccia al primo ascolto.

Per i lettori e gli ascoltatori frettolosi metterò un “∗” vicino ai pezzi da non perdere. Iniziamo.

  1. Obituary – Brave
    Viene dall’album omonimo della band arrivata al 30esimo anno di carriera. È il death che vi aspettate, se non l’avete sentito all’epoca d’oro avete l’occasione di farlo con il loro album del 2014 e con quest’ultima pubblicazione.
  2. Dying Fetus – Panic Amongst The Herd
    Viene da Wrong One to Fuck With, anche qui un gore death che ha quelle connotazioni di grunt/pig squeling che, diciamo così, devono proprio piacere. Anche se questa outfit è ormai avanti con la carriera ed ha certamente il suo pubblico.
  3. Exhumed – Defenders of the Grave
    A differenza del brano sopra, ho ascoltato l’album che contiene questa traccia, Death Revenge. E devo confessare che l’ho trovato davvero deludente. Ho trovato interessante il concept di una serie di omicidi ad opera di venditori di cadaveri, ma a livello stilistico c’è poco da dire.
  4. Incantation – Rites of the Locust
    Queste prime tracce sono tutte dedicate al death, in questo caso ad un ritorno tra le scuderie Relapse. Una copertina davvero interessante per un album a tema sacrilego che inserisce anche qualche componente doom tra le batterie martellanti.
  5. Gruesome – Fragments of Psyche
    In questa traccia si sente il suono dei Death, certo senza quella voce là. Partecipa all’album (omonimo della traccia) il chitarrista Sean Reinert ex proprio dei Death e dei Cynic.
  6. Expulsion – Altar of Slaughter
    Grindcore old-school, il che a molti basta. Leggo anche che Nightmare Future è un album breve, 7 tracce, e dice tutto dell’impostazione del gruppo.
  7. Iron Reagan – Bleed The Fifth
    Band crossover, punk-metal che viene da “Crossover Ministry!”.  Quel thrash mai morto.
  8. Integrity – Hymn for the Children of the Black Flame
    Ancora sentori thrash, con un concept di narrazione apocalittica in Howling, for the Nightmare Shall Consume. Lo stile vocale qui fa la differenza.
  9. Death – Overactive Imagination (Remastered)
    Sì, avete letto bene. C’è poco da commentare, a parte la serie di remaster di Relapse degli album dei Death dai quali questo brano è tratto. La qualità (ho ascoltato in flac) è decisamente buona e devo dire che qualche nuance in più esce fuori.
  10. Mykur – Ulvinde ∗
    Si potrebbe scrivere molto su questo album, ma non è il mio intento qui. È un bell’album di una compositrice e multi-strumentista danese. Ha il sicuro merito di essere una boccata d’aria fresca nel panorama metal con la sua versione di dark-folk ben alternato a scream, inedito in questi termini mi pare.
    Una critica può essere proprio il calderone fatto ad arte per intrigare discograficamente i fan sia di Chelsea Wolfe che degli Agalloch, intortando il tutto in salsa world music.
  11. The Obsessed – Punk Crusher
    Qui c’è del doom 90s un po’ hardcore, vocal pulita e melodica. Valido, ma non entusiasmante.
  12. King Woman – Utopia ∗
    Da Created in the Image of Suffering, questo pezzo fa trasparire l’asso nella manica di questa outfit, ovvero essere una sorta di clonazione di Chelsea Wolfe. Per carità non parlo di plagio ma di ispirazione: qui infatti la band è più presente, ma la voce, i temi e l’aura catartica è quella. Comunque molto interessante per chi ha già apprezzato l’originale.
  13. Cloakroom – Seedless Star ∗
    Qui si cambia genere e si va sullo strumentale fuzzy e atmosferico. Post-metal di buona qualità nelle parti strumentali, una voce pop e forse poco ricercata nel cantato. Il complesso è comunque piacevole. Pezzo oltre i 7′.
  14. Tau Cross – Deep State
    L’intro fa pensare diversamente, ma si tratta di un sound al limite con l’hard rock a la Motorhead. Leggo che nell’album, Pillar of Fire, ci sono riferimenti complottisti-surreali. Inglesi.
  15. Ecstatic Vision – The Electric Step
    Qui la psichedelia è immediata. Band di Philadelphia al 2° LP. Il brano è oltre i 9′ per un totale di 35 in Raw Rock Fury. Entusiasmante notare delle armoniche a bocca grime e un sound da ensemble ben mixato con l’abbondanza di psichedelico aggiunto. Da ascoltare per un relax heavy psych.
  16. S U R V I V E – Cutthroat (Lena Willikens Remix) ∗
    Arriva qui la parte elettronica del  campionario. Come è accaduto anche negli scorsi anni la Relapse inserisce band synthwave che si uniscono perfettamente nell’estetica dark. Da videogame horror. È un EP e nella formazione c’è anche JK Flesh (Godflesh, Jesu).
  17. Steve Moore – Welcome to TSC
    Viene da Mayhem OST, film action/horror con Steven Yeun.
  18. Ex Eye – Xenolith; The Anvil ∗
    Ho molto atteso e ascoltato Ex Eye – Ex Eye perché non potevo volere di meglio che il mio mito del sax contemporaneo Colin Stetson in una formazione di metal strumentale. In questo Xenolith c’è tutta l’estetica del suono di Stetson immersa in un ambiente metal complesso e strutturato. Al primo tentativo, un signature sound.
  19. Arcadea – Infinite End ∗
    Synth elettronici psichedelici che incontrano i Mastodon. Album di debutto ambientato 5 miliardi di anni dopo la grande estinzione. Nel self-titled Arcadea c’è Brann Dailor e Colin Leonard dei Mastodon.
  20. Iron Monkey – OmegaMangler
    Molta pubblicità per questo album sludge/doom con vocal aggressive. La band si era sciolta nel 99 dopo la morte del cantante e torna con 9-13, carico di incazzatura. Dopo averlo ascoltato per intero riconosco che per quanto incazzato, non ha nessuna caratteristica del capolavoro.
  21. Primitive Man – My Will ∗
    Caustic è un album sprofondato nella buia sofferenza. Il trio riesce bene a dare la sua versione di blackened doom con un sound annichilente e dei testi decisamente ispirati.
  22. Usnea – Lathe of Heaven
    Band doom di Portland OR. Questo brano atmosferico e lento tocca quasi i 10 minuti, e la composizione è curata ed elegante. Il nome dell’album, Portals into Futility, fa trasparire la vocazione dell’opera.
  23. Unearthly Trance – Dream State Arsenal
    Sludge e una copertina figa di Orion Landau, lo stesso degli Yob. Non butta tutto nell’atmosferico inserendo delle vocal potenti qua e là. Questo brano in particolare non è fantasioso nei riff.
  24. John Frum – Presage of Emptiness ∗
    Death eterodosso stile Ingurgitating Oblivion. Musicisti di livello per un sound avanguardistico.
  25. Haemorrage – Nauseating Employments
    Goregrind spagnolo. Il tema “ospedaliero” è ottimo per esorcizzare il pre o post-operatorio. Componenti ex Obituary, Nails, Carcass.
  26. Black Anvil – May Her Wrath Be Just
    Come il nome (e la copertina) fanno intendere, si tratta di un metal feroce ma anche un po’ misticheggiante. Quest’ultima componente non traspare molto al di fuori del testo; il sound è infatti blackened death, martellante ma con linee melodiche di chitarra.
  27. Atriarch – Inferno ∗
    Il titolo Dead As Truth lascia già sul posto in quanto a profondità. Anche l’inizio di questo brano è sonico ed esoterico. Doom lento con una tecnica vocale particolare, così come è particolare il sound e la forma scelti nel complesso.
  28. Poison Blood – The Scourge and the Gestalt
    Collaborazione tra 2 membri di Horseback e Krieg che non si sono mai incontrati di persona, Poison Blood EP è un tentativo low-fi non proprio fruttuoso.
  29. The Drip – Blackest Evocation ∗
    Ho ascoltato The Haunting Fear of Inevitability mentre ero alla ricerca di grindcore per i miei denti, e rimasi ad ascoltarlo in loop per diversi giorni.
    È ben prodotto ed equilibrato e ogni brano è un pugno d-beat dopo l’altro. Energia pura.
  30. Mammoth Grinder – Cosmic Crypt (demo)
    L’appunto tra parentesi giustifica la qualità  di produzione di questo brano crust, sembra ancora legato a stilemi ormai superati. Vedremo cosa uscirà fuori dal full-lenght in corso di registrazione.
  31. Genocide Pact – Induction(Agnogenesis
    Anche qui un brano di scarsa qualità produttiva. Riesco a decodificare un uso schizofrenico di riff e attacchi e un growl poco naturale. Anche qui giudizio rinviato all’early 2018.
  32. Author & Punisher – Pressure Lover ∗
    Torna un po’ di elettronica con un ex ingegnere meccanico appassionato di scultura e NIN. Tristan Shone autocostruisce le strumentazioni che usa, assicurando una presenza scenica sicuramente al top. La composizione è tipica di certo industrial, molto ricca di strati i cui suoni sembrano ben calibrati.
  33. Miracle – The Visitor
    Nel territorio del pop elettronico degli anni ’80 con la dovuta contemporaneizzazione, l’opera sembra non aspirare ad un curriculum discografico. Orecchiabile.
  34. Trappist – No Corporate Beer
    C’è poco da aggiungere a questo titolo che rinnova l’inscindibile legame tra il metal e la birra. Il trio che si fa ritrarre in un birrificio con magliette dei dodgers, Iron Reagan e Murmur, pubblicherà ufficialmente nel 2018 l’album di debutto. Da questo pezzo emerge un crust punk decisamente convinto. Da simpatico dopolavoro birraio.

 

Pubblicato da

Manuel D'Orso

Manuel D'Orso

Email: manuel.dorso@collectivewaste.it

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