Giorgieness – La giusta distanza (2016)

Come promesso, dopo aver “recensito” Noianess passo all’ascolto di La giusta distanza, sempre di Giorgieness.

Senza perdermi in chiacchiere vi rimando alla mia recensione precedente che si ricollega perfettamente a questo album attraverso la prima traccia:

Sai parlare; Si comincia subito con una nostra “vecchia” conoscenza, in una versione piú “sporca” e interessante, con varie pause, momenti di accelerazione rock e cambi di ritmo che ci introducono al secondo pezzo, K2. In piú di un’occasione mi sono ritrovato a canticchiare mentalmente il ritornello. Sui due minuti e 50 vengo sorpreso dalla voce della cantante, in grado di ricollegare perfettamente due momenti del pezzo ad una prima impressione scorrelati.

Il presidente mi sorprende per il ritmo martellante che si respira fin dal primo momento e per la tematica potere/uso dello stesso.

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Brividi/Lividi, il pezzo che ho preferito in Noianess si ripresenta qui in tutta la sua bellezza, in una versione che i Ministri, secondo me, definirebbero pestata.

Non balleró interrompe il sound ascoltato fino a questo momento, in un crescendo sentimentale che ci introduce Io torno a casa, pezzo inizialmente indie-rock classico che mi attira particolarmente per la ripetizione della stessa frase durante il ritornello e per il “rincorrere” frasi all’interno delle varie strofe.

Anche Lampadari  é una nostra vecchia conoscenza, ma qui la ritroviamo quasi in versione dark, ben ritmata grazie ai vari strumenti e con una vena di tristezza ulteriore durante il ritornello data dai “versi” della chitarra. Nella versione precedente ho preferito la parte cantata in modo quasi esasperato ma per quanto riguarda tutto il resto reputo questa versione molto superiore.

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Come se non ci fosse un domani riesce al colpire dal primo momento, tenendo l’ascoltatore perennemente attento grazie all’unione perfetta di voce e strumenti.

Che strano rumore é un pezzo abbastanza lineare ma interessante nel testo; Farsi male mi ha ricordato un pò la tecnica della ripetizione del grunge, ripresa soprattutto nella parte finale.

Dare fastidio rappresenta un’ottima chiusura, con un particolare sound dato da suoni stridenti che circondano la melodia principale nella prima parte del pezzo, per chiudere poi in modo abbastanza melodico.

Quindi consiglio l’acquisto dell’album?

Certamente.

Gruppo innovativo, sound particolare; aspetterò con ansia i loro prossimi lavori!

Buon ascolto!

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